Diffamazione

Uno dei padri fondatori della criminologia, Enrico Ferri, difese, tanti anni fa, uno studioso accusato di plagio da invidiosi e diffamatori, che tentavano di rovinargli la reputazione. Gli avvocati dei diffamatori sostennero che i loro assistiti non avevano parlato espressamente di plagio, ma di erronea attribuzione di paternità. In pagine ancora attuali e vibranti e convincenti, Enrico Ferri spiegò che si trattava comunque dell'imputazione di un'azione immorale e illegale, e chiese la condanna, perché "la diffamazione obliqua" doveva essere giudicata velenosa e punibile come l'esplicita diffamazione. Ottenne la condanna dei diffamatori (cliccare qui per leggere la versione integrale)

Riflessione

Oggi non appunterò una sentenza sul diritto dei mercati finanziari o altro ..... penso sia più efficace ed opportuno appuntare una riflessione....questo è un blog....in fondo.....ed è anche giusto sia così....Ieri mi sono imbattuta in una comparsa di costituzione di una Collega.....che non sapendo come poter efficacemente difendere la propria assistita.......ha redatto un atto stracolmo di volgarità.....Sono rimasta esterrefatta....mai letto prima un atto di quel tenore lessicale ...... Non sembrava neppure esser stato scritto da un Avvocato....da un "tecnico del diritto" .....Bene....con questo mio pensiero vorrei indirettamente mandare un messaggio alla cara Collega.....di tenere per il prosieguo un comportamento quantomeno dignitoso ..... Le cose....ogni cosa...può dirsi in tanti modi diversi....e spesso è proprio dal modo in cui le cose vengono dette che poi si realizzano i migliori risultati.....migliori anche delle più rosee aspettative.....“Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:«Sono cieco, aiutatemi per favore».Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.Si chinò e versò della moneta, poi,senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase. Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.Il pubblicitario rispose:"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".Sorrise e se ne andò.Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:"Oggi è primavera e io non posso vederla".

 
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